Arturo dopo diversi giorni di viaggio era finalmente arrivato a Firenze, l'Arno che scorreva placido nel suo letto, non era certo il tortuoso Adige che solcava la sua amata Verona, ma questa similitudine tra le due città lo rincuorava parecchio. Firenze era una città maestosa, i più grandi maestri dell'epoca avevano dato il meglio di se per costruire una città che era una vera opera d'arte, e i risultati si potevano apprezzare, Firenze era forse davvero la più bella città d'Italia.
Mentre avanzava tra i vicoletti tortuosi della città ad un tratto si trovò davanti il maestoso Palazzo Vecchio, una opera monumentale che denotava la fierezza e l’orgoglio del popolo fiorentino.
Arturo attraverso la piazza e una volta davanti al portale del palazzo al soldato di guardia disse:
“Annunciate al vostro Gran Ciambellano che è arrivato il nuovo Consigliere di Legazione della Serenissima Repubblica di Venezia.
Arturo della Carmagnola
Attenderò qui di esser ricevuto.”
Una volta presentatosi iniziò a osservare le statue degli eroi fiorentini che ornavano la piazza.