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 Trascrizione processo Inquisizione vs Manonera

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coccodema



Numero di messaggi : 107
Residenza in RR : Firenze
Data d'iscrizione : 18.04.09

MessaggioTitolo: Trascrizione processo Inquisizione vs Manonera   30.08.12 21:45

Heldor ha scritto:
La sala era stata preparata con grande attenzione, vista anche l'importanza del processo che si stava per compiere lì.

Era un grosso salone, piuttosto lungo, e sul fondo vi erano i tre scranni dei giudici, sopraelevati rispetto ad altre sedie, poste di schiena rispetto a loro. Davanti ad essi vi era una sorta di piccolo soppalco in legno con cinque sedie, tre per gli imputati rappresentativi della Compagnia Mano Nera e due per eventuali altri co-imputati chiamati in corso d'opera.

A lato, sulla destra degli scranni dei giudici e sulla sinistra rispetto al palco degli imputati, vi era un piccolo recinto, dove poteva stare solo una persona, il testimone che mano a mano sarebbe stato chiamato a deporre.

Alle spalle ed ai lati degli imputati vi era un largo spazio ove avrebbe potuto sostare il pubblico, sorvegliato attentamente dalle guardie dell'Inquisizione in modo che non potesse far baccano o lanciare esclamazioni fuori luogo.

Il tutto, addobbato con arazzi e bandiere riportanti scene della vita dei profeti, dei santi e dei beati, dava comunque un senso di lugubre austerità.

E tutto questo strano palcoscenico dava l'impressione di attendere solo che gli attori prendessero il loro posto per dar vita a quello che sarebbe stato uno dei processi più importanti delle terre italiche da molto tempo a questa parte.

secretangel ha scritto:
Isabella era da tanto che si preparava psicologicamente per superare quel processo, sentiva addosso al peso della responsabilità che le sue parole potrebbero avere, essere chiamati in rappresentanza di altre persone non era di certo semplice.

Finalmente dopo mesi di estenuanti dialoghi erano arrivati a quel punto, e in quell’edificio, fra quelle quattro mura si sarebbero discusse le sorti della compagnia, avrebbe cercato di esprimere al meglio quello che pensava, sperava solo che Aristotele le ispirasse le giuste parole.

Quel giorno aveva preferito indossare una veste molto semplice di un blu molto scuro, senza ricami, ne merletti, né altri adorni femminili che avrebbero rischiato di frivolizzare troppo la sua immagine, solo un laccio leggermente più chiaro del resto, tempestato di piccolissime perline le cingeva la cintura, i lunghi capelli biondi ondulati le riposavano sulle spalle.
Era la prima volta che accedeva in quella sala, ma era esattamente come se l’era immaginata, per un momento rimase assorta osservando i magnifici arazzi che adornavano le austere pareti della sala, si presentò subito alle guardie dell’entrata, che gentilmente le indicarono dove si sarebbe dovuta accomodare.

Sulla destra la zona riservata ai giudici, mentre sulla sinistra si sarebbero seduti i tre imputati, lei era uno dei tre chiamati in rappresentanza della manonera, dentro di sé pensò “Forza e coraggio andrà tutto bene”, poi s’incammino con passo deciso, salutò con un inchino i presenti, e si sedette nella sedia che gli avevano indicato.

Lo sguardo vagava per la sala osservando in silenzio quanto accadeva.

mariaiolanda ha scritto:
Maria Jolanda era stata invitata quale uditrice per i Ducati Italici. Più volte era stata nei locali della Santa Chiesa Aristotelica, ma mai era entrata in questa sala.
Si guardava attorno e non poteva fare a meno di ammirare l'austerità della sala.
Quindi le fu indicato dove sedersi e si mise ad aspettare che iniziasse il processo.

Merovingius ha scritto:
Merovingius camminava leggero, sempre più sapeva che si stava avvicinando a qualcosa a lui sconosciuto. Da tanto tempo, fin da quando litigò con Padre Wcatania a Piombino si era rifiutato di ricevere il battesimo e riconoscere che l'Altissimo fosse colui che gli permetteva di stare li. Le sue convinzioni non avevano mai vacillato finora, ma il volto di lei lo seguiva nei suoi pensieri e lo portava verso la fede. Sembrava assurdo, ma forse c'era davvero, qualcosa di superiore e inarrivabile, qualcosa che non aveva mai sentito, anzi forse no. Nella sua mente ogni volta che era arrivato in punto di morte, aveva sentito che una forza l'aveva sempre riportato indietro, che dovesse credere in essa o no, era un dato di fatto, l'Altissimo esiste, non poteva negarlo con se stesso.

Portava la sua solita divisa, quella che era sua, quella del Comandante, nessuna arma portava addosso, o meglio, portava se stesso, forse l'arma più tagliente quando c'era da parlare.

Senza neanche accorgersene era già seduto su una delle sedie degli imputati, tornando a ciò che lo circondava notò che li di fianco c'era Isabella.


"Coraggio, questo è il giorno della redenzione, Aristotele ci pretende, ci sarà pure un motivo!"

Viktor_tydian ha scritto:
Vestito con l'Alta uniforme della Compagnia, avanza a passo lento, ma deciso all'interno dei corridoi che conducono alle sale dove è stato deciso di allestire il processo.

L'andatura è lenta e marziale i pesanti stivali che indossa colpiscono la pietra del pavimento ad ogni suo passo, emettendo sordi rumori che si diffondono fra i locali, e quasi annunciando il suo arrivo.

Lo sguardo è alto, il volto coperto dall'elmo; solo giunto all'ingresso del salone l'uomo ferma il suo incedere e con lenti movimenti slaccia le cinghie del suo copricapo per poi sistemare l'elmo sotto il suo braccio, attendendo un cenno per proseguire all'interno della sala.

Con molta calma entra all'interno della stanza approfittando di quegli attimi che lo separano dal ragiungere il banco degli imputati per osservare tutti i vari presenti, uno ad uno, squadrandoli da capo a piedi.

Solo una volta giunto nel posto a lui assegnato, si siede appoggiando l'elmo sul banco di fronte a lui e senza dire una sola parola rimane in attesa.

Dante_Alighieri ha scritto:
Era la prima volta che Dante si avvenurava per quelle sale. I austeri muri erano ricoperti da meravigliosi arazzi che raffinguravano la viat dei santi e dei beati. Presto l'Alighieri giunse alla Sala del Tribunale dell'Inquisizione dove si sarebbe svolto uno dei più importanti processi mai svolto in tutti i Regni Italici. Infatti si doveva decidere se riaccogliere in Santa Madre Chiesa la Compagnia della Mano Nera. A questo punto Dante, davanti alle guardie dell'Inquisizione, disse:

"Gentili messeri, sono Messer Dante Alighieri di Firenze convocato qui per volere di Sua Beatitudine Monsignor Tebaldo Foscari per prendere parte al processo, potrei avere accesso a queste sale?"

Dopodichè dante attese risposta.

Chikka ha scritto:
Era giunta quasi in orario, e di questo era assai stupita. Ma l' occasione era di quelle, che non ammettevano il minimo errore. Aveva pensato a lungo, all' abito da indossare. aveva scartato il rosso e il porpora, colori cardinalizzi, allo stesso modo aveva pensato di evitare il bianco ed il nero. Alla fine aveva scelto un vestito di seta grigia, semplice e diritto, quasi una tunica, le pareva il più adatto, così sobrio nella forma e nel colore. Un piccolo fermarglio di perle, vezzoso omaggio alla sua femminilità, le fissava i capelli alla nuca, lasciandole scoperto il viso.

Sentiva su di sè, tutto il peso che quel delicato compito, comportava. Un piccolo errore, una svista, un solo momento di parzialità avrebbe potuto decretare il fallimento di quel tavolo! Certo, pensava tra sè, forse dopo, tre nemici storici, Siena, Firenze e la Compagnia Mano Nera, avrebbero finalmente trovato uno scopo comune: trovarla ed ucciderla! Del resto lo si sà, nulla lega quanto dover distruggere un nemico comune!

Scacciò con un piccolo gesto della mano, questi tristi pensieri. Era lì per fare del suo meglio. Nel suo cuore era certa che solo un popolo può decidere del suo destino e del suo futuro, ma pareva che questa volta, Aristotele avesse deciso diversamente,

Era consapevole delle responsabilità di cui era investita. Non faceva che ripetere tra sè, una frase ascoltata molto tempo prima: quando stai per subire una grande ingiustizia, una piccola ingiustizia ti sembrerà una grande vittoria! Ma sarebbe stata capace lei, di scindere cosa fosse giusto e cosa sbagliato? Di decidere cosa fosse o no un' ingiustizia? Non lo sapeva, ma era lì per provarci.

Da una parte un popolo, stanco, stremato da lunghi mesi di insicurezza e guerra. Dall' altra parte un gruppo di uomini, decisi a ritrovare la luce e riportare le loro vite sul retto cammino. Cosa vorrà quel popolo? Sarà capace di perdonare il male subito anche se consapevole, che certe cose non si dimenticano, non si dimenticano mai?

Sarà sincero il pentimento di quel manipolo di uomini, saranno veramente disposti a ricominciare a costruire e non più a distruggere?

Tutto questo non lo sapeva, così come non sapeva, se lei, sarebbe stata in grado di trovare una risposta a queste domande. Ma valeva la pena provarci.

Il paggio che l' accompagnava al suo posto, le indicò dove sedersi. Chikka si guardò finalmente attorno, l' ampia sala le ricordò un altro tribunale, altre emozioni, momenti strazianti. La mente volò al passato, a quei giorni in cui, lei era seduta nel banco degli imputati. Ed ora, dopo tanto tempo, si ritrovava di nuovo in un Tribunale, ma seduta dalla parte oposta. Questa volta lei avrebbe giudicato. Un piccolo brivido di paura, le percorse la schiena. Paura di fallire. Lo sguardo si soffermò sui volti di Secret, di Merovingius e di Viktor. Li conosceva tutti e tre. Accennò un breve gesto della mano in segno di saluto, poi non riuscì a trattenere un sorriso rivolto a Secret. Sì era vero, li conosceva ma conosceva pure il popolo senese, quel popolo di cui pure lei aveva fatto parte! Tra loro c' era chi l' aveva accolta, aiutata, incoraggiata. Molti di loro erano imprescendibilmente, fissati nel suo cuore.

"Corretta ed imparziale" si disse, "tutto quello che pretendo da me stessa è di restare corretta ed imparziale" e restò in attesa dell' arrivo di chi ancora mancava...

Arcanine ha scritto:
Alla Guardia Episcopale non erano stati contenti di sapere che il processo inquisitorio alla ManoNera non contemplava la loro presenza. Dopotutto il braccio che la Chiesa aveva levato contro la ManoNera nella storica Crociata era il loro.
S.E. Giarru, il Prefetto Aggiunto dei Vidami, avrebbe voluto che il Primo Magistrato si candidasse come terzo missus inquisitionis. E il nuovo Primo Magistrato Italico della Guardia Episcopale era Arcadia Pucci Guerra.

Quando aveva ricevuto la notizia, Arcadia non aveva potuto far altro che rimettersi alla volontà del suo superiore; ma S.E. Giarru non aveva insistito, e lei aveva preferito non offrirsi. Non era solo per la sua natura schiva; piuttosto era consapevole che se, in quel preciso momento storico, avesse occupato lei il seggio del terzo giudice inquisitorio, la Chiesa a Firenze avrebbe rischiato altre violenti critiche. Critiche ingiuste, perchè Arcadia era probabilmente l'unica realmente super partes: la spada consacrata alle Sante Armate, lo spirito alla Santa Chiesa Aristotelica, e il cuore...


Malvolentieri Arcadia si dispose ad entrare in aula. Era lì in rappresentanza della Guardia Episcopale, a questo non aveva potuto sottrarsi. Riconobbe seduti i protagonisti del processo - giudici, imputati, uditori: il saggio cardinale Heldor, di cui aveva sentito tanto parlare, e la luminosa amica Chikka; le ombre scure e pesanti di Viktor Tydian con Secretangel e Merovingius; il ciarliero amico fiorentino Dante Alighieri. Doveva prendere posto anche lei.
Nella sua candida uniforme della Guardia scivolò, il più silenziosa possibile, al posto che le era stato riservato...

Heldor ha scritto:
Quando tutto pareva pronto, il Cardinale fece il suo ingresso.

Indossava l'abito cardinalizio composto dalla veste porpora, il mantello in velluto di seta foderato di ermellino ed il cappello cardinalizio in capo... Lo sguardò era incavato nel volto, pallido e serio, come si confaceva alla situazione... Pareva quasi ingobbito dal peso, oltre che di quell'abito, anche forse dalle responsabilità che ne derivavano per la sua persona... Sua sarebbe stata la firma sulla sentenza, quindi sua la responsabilità di quanto sarebbe avvenuto alla fine.

Lanciò uno sguardo sui presenti, mentre con passo lento si dirigeva al suo posto, con un fascicolo di documenti, avvolto in una pelle, sotto al braccio sinistro... Fece cenno ad una delle guardie, la quale si avvicinò a lui ed ascoltò gli ordini. Quindi questa si mosse dirigendosi fino da Messer Dante Alighieri, al quale disse: "Prego messere, entrate... Voi siete un uditore e non avete bisogno di permessi per entrare e prender posto..." indicando quindi a questo messere una delle sedie che stavano sotto a quelle dei giudici.

Quando il Cardinale giunse al suo scranno, si volse verso gli imputati, che erano solo la rappresentanza della Compagnia Mano Nera, si sistemò la veste purpurea e si sedette... Ancora uno sguardo attorno a se per accertarsi che tutto fosse come era previsto, quindi parlò: "Manca solo Monsignor Borgia... Come lui arriverà potremo cominciare... Intanto chi è giunto, chiamato per rispondere alla Giustizia di Dio tramite la Santa Inquisizione o per svolgere un ruolo, chiamato dal bando di apertura del processo, prenda posto... E che l'Altissimo illumini le nostre menti"

Quarion ha scritto:
Passi leggeri ma cadenzati da anni di vita militare, davano un passo abbastanza lineare al prelato, indosso la lunga veste caudata primaziale e sul petto la croce bipartita, lo sguardo serio e pensieroso e le sopracciglia lievemente inarcate.
Arrivato davanti al grosso portale di accesso all'aula il Primate si fece incontro alle guardie che subito si scostarono per farlo passare inchinandosi, entrando lo sguardo vagò nella sala soffermandosi sui volti dei presenti, giunto infine agli scranni dei giudici salutò inchinandosi il Cardinale Inquisitore e si sedette al suo scranno.

Coccodema ha scritto:
Mai prima d'ora aveva varcato quelle porte e camminato lungo quei corridoi, ma stranamente non c'era ansia o timore nel suo animo.

Camminava rapida cercando la sala del tribunale e un giovane paggio le correva dietro stringendo tra le braccia lettere e documenti vari.
Non aveva scorte, non erano necessarie lì dentro. Non aveva un abbigliamento ricercato, erano le sue parole che contavano, non il suo aspetto.

Le porte della sala erano aperte e vide persone conosciute sedute ai propri posti. A fianco della porta un giovane osservava chi entrava bloccando chi non aveva il permesso per stare là.

Si avvicinò e con voce ferma e pacata

Buongiorno Fratello, sono Cristina Cocca De' Giustiniani Pucci, Signora di Firenze. Come anticipato alcuni giorni fa attraverso una missiva a SE Heldor e a SE Quarion sono qui per rappresentare la Repubblica Fiorentina in questo processo. Con me ho alcune carte e due testimonianze da presentare. Potete avvisare del mio arrivo? Io aspetterò qua fuori.

Prese dalle mani del paggio il materiale che aveva con sè e lo rimandò a casa con un cenno della mano, poi si accomodò all'esterno della sala in attesa di poter entrare

Philipdikingsbridge ha scritto:
Il Vice Primate nonchè Arcivescovo di Capua, entrò silenzioso nella sala ove si stavano riunendo tutti gli auditori e i veri e propri testimoni del processo contro i manonera. Era un processo inquisitorio che si attendeva da molto tempo e la curiosità e l'interesse per porre fine ad una delle faccende più oscure ed orribili della storia stavano fermentando in ogni presente.
Si inchinò al cardinale inquisitore quando lo vide e gli baciò l'anello cardinalizio prima di prender posto anche egli al fianco del primate che salutò rispettosamente.

Heldor ha scritto:
Il Cardinale lanciò ancora uno sguardo attorno, abbozzando persino qualcosa che potremmo definire un sorriso di compiacimento nel vedere che chi era stato convocato si era presentato... Ringraziò il suo confratello Padre Philip per il saluto e fece cenno alla guardia che lo aveva avvertito dell'arrivo di Coccodema di farla entrare ed accomodare.

Quindi prese la parola, con voce stentorea, che rimbombava nella sala austera:

Oggi, 24 settembre dell'anno del Signore 1458, si apre la seduta del processo per chiarire in modo permanente e definitivo le accuse contro la Compagnia Mano Nera da parte della Santa Chiesa Aristotelica Romana e da parte degli stati italici. Ci raccomandiamo per il mantenimento di un comportamento consono e civile in queste sale durante tutta la durata del procedimento.

Il processo si svolgerà seguendo questo schema, anche se potrà subire delle variazioni in corso d'opera a seconda delle prove o controprove presentate:

Presentazione delle accuse;
Presentazione delle prove;
Accusa;
Difesa;
Arringa dell'accusa;
Arringa della difesa;

Questo schema verrà ripetuto per ogni esponente si sia presentato a chiedere giustizia.

Alla fine del processo la Corte Inquisitoriale si ritirerà in una apposita sala per discutere della sentenza ultima, che comprenda tutti i capi d'accusa. A tale riunione potranno partecipare, pur senza diritto di voto, gli uditori riconosciuti dalla Corte.


Quindi prese fiato per un attimo, il volto del Cardinale era serio e lo sguardo deciso, ma appariva più sereno rispetto a qualche giorno prima, quindi riprese a parlare:

Prima di dare la parola a Monsignor Borgia per la lettura della scomunica che colpì Compagnia Mano Nera dal 29 gennaio di quest'anno, vorrei però ammonire gli imputati riguardo il comportamento di un membro della Compagnia al loro comando: Messer Donbasilio si è macchiato di un reato, certamente di minore importanza come reato di per se, ma piuttosto grave per come tale messere lo ha presentato e si sia difeso dalle accuse.
Credo sia noto che Messer Donbasilio, a sua detta Maresciallo della Compagnia Mano Nera, ha viaggiato senza i relativi permessi, che per altro gli sarebbero stati concessi senza problemi, difendendosi poi dall'accusa di disturbo all'ordine pubblico con le seguenti parole: - prese in mano un foglio di carta portogli da un paggio, inforcò gli occhiali in osso sul naso, tenendoli con la mano sinistra in posizione e lesse: - "- Sua Beatitudine Eminentissima Tebaldo Foscari detto Heldor chiede agli stati italici di sospendere qualsiasi processo a carico dei membri di Mano Nera (a meno non si tratti di reati gravissimi)". Ebbene sia chiaro che quella richiesta di sospensione dei processi era solo retroattiva, cioé comprendente tutti i processi aperti prima dell'emissione del bando di apertura dell'indagine; tutto quello che ne viene dopo è giudicabile. Non potremmo mai infatti, in tutta coscienza, sapere di essere un alibi e non uno strumento di giustizia, ben sapendo che se quella regola fosse interpretata come ha fatto Messer Donbasilio, avremmo autorizzato qualsiasi crimine garantendone l'impunibilità.

Ora, chiedo a voi, Messeri e Madonna che siete imputati davanti a questa corte come rappresentanti dell'intera Compagnia Mano Nera, sono stati presi dei provvedimenti nei confronti di Messer Donbasilio?

Dopo che avrete risposto, Monsignor Borgia potrà procedere con la lettura della sentenza di scomunica e l'enunciazione dei capi d'accusa da parte della Santa Chiesa Aristotelica Romana.


Quindi taque ed attese una risposta dagli imputati.

Viktor_tydian ha scritto:
Vittorio ascolta, attento le parole di Heldor e la breve introduzione allo svolgimento del processo, per poi far ricadere l'attenzione su ciò che è accdatuo a Donbasilio. Vittorio, quindi sempre rimanendo composto decide di prendere la parola accogliendo l'invito del prelato.

Eminenza, sicuramente Don basilio ha sbagliato completamente la sua difesa, sottolineando e citando le vostre parole in sede processuale. Non dico cosa avrebbe a mio avviso dovuto fare, ma sicuramente non quello.
Io non mi occupo di punizioni all'interno della Compagnia per cui sono costretto a non poter risposndere alla vostra domanda.

Detto questo, credo che il crimine di cui si è macchiato Don Basilio sia, a mio parere, quello in assoluto di minore importanza, ma nonostante ciò siamo qui a discuterne. Tra l'altro il suddetto decreto, e badate bene non legge ma decreto, è oramai in vigore da molto tempo. E in questo caso si che il governo senese si sta facendo scudo di "possibili problemi di sicurezza" per colpire di fatto solo gli esponenti della ManoNera o loro presunti affiliati, giudicati tali sulla base di voci sospetti o antipatie.

Probabilmente chi non vive a Siena, ma sente solo voci riportate ignora che:

Qualsiasi tipo di permesso, anche minimo come quella preso in esame ora, verso qualsiasi componente della Compagnia della ManoNera è di fatto negato, e questo avviene da non ricordo neanche quanto tempo.

Come recenti accadimenti dimostrano, qual'ora permessi di transito vengono concessi, forze misteriose guidano le mani dei soldati fedeli agli attuali generali contro i membri della nostra compagnia, con precisione davvero eccellente, contanto che danni a viaggiatori con permesso non ne ho visti.

Avrete visto anche voi come puntualmente, tale accadimento è stato riportato alla vostra attenzione con tempestività eccellente, neanche fosse il più efferato dei crimini.
C'è da dire che quando si fanno leggi apposta verso determinate persone è decisamente più facile per queste persone non rispettarle.
La nostra compagnia conta centinaia di affiliati e quindi una considerevole fetta della popolazione senese, mentre in terra senese avvengono quotidianalmente molteplici reati, ma solo una volta è stato infranto un decreto, possiamo affermare che specialmente ora da quando il processo inquistorio è stato annunciato che questa è la prima occasione a cui i cosidetti "veri senesi" si aggrappano.

Infatti, da quando il processo inquistorio è stato annunciato provate a fare un rapporto crimini commessi da membri della compagnia della ManoNera rispetto al resto della popolazione senese. Fatto questo raffronto posso affermare che si è mostrato un virtuosismo civico non indifferenze.

E ahimè per crimini dobbiamo appunto considerare un semplice passeggiata fra una città e l'altra, con tutti i vari problemi che vi ho sopra elencato.


E io mi chiedo perchè uno dei "veri senese" dovrebbe correre a riportare nelle vostre sale tale avvenimento, chiedendo provvedimenti a voi se in lui non c'è il desiderio di fare fallire questo processo con ogni modo a sua disposizione? Perchè questi "veri senesi", tra l'altro sempre meno, dato il popolo di siena si sta accorgendo che l'ottusità sta portando alla rovina siena, dovrebbero voler il fallimento di questo processo se non per continuare ad avere un nemico che gli permetta di instillare paura nella popolazione in modo tale da mantenere il controllo del principato alla faccia delle altre formazioni politiche?


Termina quindi il suo breve discorso per poi distogliere lo sguardo dal Cardinale e farlo correre sui vari presenti che si erano intanto avvicinati a quella sala.

secretangel ha scritto:
Isabella ascoltò attentamente sia le parole della Cardinale sia quanto detto da Viktor_Tydian, dopo aver aspettato che finissero di parlare volle intervenire anche lei.


Monsignor Heldor, come ha detto il nostro Generale, siamo d’accordo che usare quelle vostre frasi come difesa nel processo sia stata una scelta inopportuna, volevo comunque fare un piccolo appunto in difesa di Donbasilio, io stessa avevo provveduto a richiedere i permessi per quel viaggio, solo che purtroppo vi è stato un errore di comprensione, e mentre io gli dicevo che li avevo richiesti e che dovevamo aspettare, lui ha capito che eravamo già concessi e che potevamo partire, spero quindi non vogliate prenderlo come un gesto dettato dalla malafede, l’intento di Donbasilio era comunque molto semplice, tornare a casa.

È vero che in questi giorni i permessi sono stati concessi senza problemi, però è vero anche che ci sono persone che sono state attaccate lo stesso, noi ci auguriamo solo che tutti questi spiacevoli inconvenienti cessino presto.
Io per esempio la settimana scorsa mi ero messa in viaggio, con regolari permessi, con le mie figliole e dopo essere stata attaccata dall’esercito, mi sono ritrovata con una delle bimbe spersa fuori dalle mura della città (nodo), mentre l’altra figlia era tornata a Siena in fin di vita.

Donbasilio è partito prima del tempo è vero, ma comunque non ha ferito, né derubato, né attaccato nessuno, non vorrei che questa infrazione fosse ingigantita, è giusto che lui sia processato come si farebbe con un qualunque cittadino normale che infrange una legge, e sicuramente il nostro comandante provvederà a richiamarlo.


Poi prima di sedersi passò un foglio al cardinale era la richiesta fatta in dogana per partire verso Grosseto.

(http://img830.imageshack.us/img830/4088/permessi.jpg)
Poi si sedette di nuovo aspettando che altri prendessero la parola.

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