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 Concordato tra la Santa Chiesa Aristotelica Romana e la Repubblica di Firenze

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anubi71
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MessaggioTitolo: Concordato tra la Santa Chiesa Aristotelica Romana e la Repubblica di Firenze   11.11.12 12:04

Concordato tra la Santa Chiesa Aristotelica Romana e la Repubblica di Firenze

Con la presente la Repubblica di Firenze ufficializza i suoi rapporti con la Chiesa Aristotelica Romana e Universale e riconosce l'aristotelismo come pietra fondante dei suoi valori e della sua cultura.

Con la presente la Chiesa Aristotelica Romana e Universale riconosce la Repubblica di Firenze come Repubblica di Confessione Aristotelica.

Questo concordato non può essere modificato o annullato che in seguito ad un accordo tra le due parti, quali che siano i cambiamenti che avvengano in seno al Consiglio della Repubblica di Firenze o della Chiesa.

Inoltre il presente concordato potrà essere emendato solo con il consenso di entrambe le parti.

Nel caso in cui le condizioni indicate dalle cinque sezioni del Concordato vengano a mancare, e che pertanto lo spirito e la normativa del Concordato vengano contraddetti, si dovrà indire al più presto una riunione amichevole a cui parteciperanno le rappresentative della Repubblica di Firenze e della Chiesa, per discutere del problema e trovare un compromesso amichevole.

Tutti i Laici ed i Chierici che hanno contribuito, attivamente e palesemente, con parole, opere, atti ed omissioni, a non soddisfare le condizioni delle cinque sezioni del Concordato, devono essere consapevoli che l'Inquisizione o un Tribunale Episcopale, può decidere di aprire un'istruttoria, al fine di giudicare le loro azioni.

Citazione:

Precisazioni:

Siano considerati eterodossi tutti coloro che:

Palesano in pubblico la propria appartenenza ad una Eresia non-Tollerata od ad uno Scisma non-Tollerato.
Sono Scomunicati o Interdetti dalla Santa Chiesa Aristotelica Romana o dalle Santissima Inqisizione.
Celebrano culti Pagani o professano in pubblico di credere a più di una divinità.
Affermano in pubblico la non-esistenza di alcuna divinità.




IG = In Gratibus = In Game
RP = Res Parendo = RolePlay (Forum etc)



Tale Concordato entra in vigore alla sua ratifica, e tale entrata in vigore annulla ogni precedente Concordato tra la Repubblica di Firenze e la Santa Chiesa Aristotelica.

Citazione:
I - Il ruolo della Chiesa nella Repubblica di Firenze.

I.1 - Il presente Concordato fa della Chiesa Aristotelica Universale e Romana la religione ufficiale della Repubblica di Firenze. La Repubblica di Firenze riconosce la Chiesa Aristotelica Universale e Romana come sola, unica e legittima Istituzione dell'Onnipotente, oltre che sola detentrice della Vera Fede.
La Repubblica di Firenze riconosce l'esistenza della Santa Sede e di tutte le sue istituzioni.

I.2 - Solo il culto Aristotelico potrà essere esercitato o diffuso mediante proselitismo in pubblico nelle taverne, nei municipi e negli altri edifici ed istituzioni della Repubblica di Firenze.


I.2 bis: Tuttavia, è consentito che Averroisti o Spinozisti aprano un ed un solo luogo di culto che sarà loro nel municipio di una città a propria scelta, eccetto la capitale della Repubblica o la Sede Episcopale, ma dovranno essere autorizzati dalle autorità ecclesiastiche e temporali. Tale tolleranza non consente loro di diffondere la miscredenza mediante proselitismo al di fuori del loro luogo di culto.


I.2 ter: Per ricevere il permesso di pratica e predicazione del culto (In Gratibus , Res Parendo) dovrà comunque essere riconosciuta la Chiesa Aristotelica come istituzione e si dovrà essere consapevoli dell’esistenza di questo concordato.




I.3 - Tutte le violazioni alle disposizioni della Sezione I sono Eresie perseguibili dai Tribunali Ecclesiastici, secondo Diritto Canonico Romano.




Citazione:
II - Il Ruolo della Chiesa nell'organizzazione temporale della Repubblica.

II.1 - Il Principe di Firenze, che sarà incoronato Signore di Firenze da un Arcivescovo o un Cardinale che è cittadino di Firenze, dovrà essere non-eterodosso, e compiere un giuramento sui Profeti e suoi Santi al fine di ricevere la benedizione spirituale della Santa Chiesa Aristotelica Romana.
Tutti i nobili di Firenze parteciperanno di persona o per rappresentanza a tale cerimonia, e giureranno fedeltà al Signore di Firenze, a Dio, ai Profeti ed ai Santi.

II.2 - Ogni ruolo istituzionale nella Repubblica di Firenze, sia esso In Gratebus, o Res Parendo, sarà ricoperto da non-eterodossi.(compresi i non battezzati che non incorrono nei punti della Precisazione*)

II.3 - Il Principe di Firenze deve nominare al principio del suo mandato un confessore personale, scegliandolo tra il clero secolare ordinato o tra il clero regolare non oblato della Repubblica. Il Principe, entro i suoi primi venti giorni come Signore di Firenze, deve confessarsi almeno una volta.

II.4 - La Repubblica di Firenze non proporrà patenti di nobiltà per chi non sia battezzato.

II.5 - Un membro del clero Aristotelico può assumersi una missione di natura temporale, ma non potrà violare in tale missione i princìpi della vera fede della quale la Chiesa Aristotelica è unica depositaria.



Citazione:
III - Il ruolo della Chiesa nella vita civile

III.1 - I matrimoni Aristotelici sono gli unici ad esser riconosciuti come validi e ad avere effetto civile.

III.2 - Non siano concesse adozioni a cittadini della Repubblica di Firenze che non siano battezzati, meno che l'adottato non sia preventivamente battezzato e capace di intendere e di volere.

III.3 - Conformemente al decreto Matrimonium Prohibiti, il "matrimonio civile", o tutte le altre forme d'unione di questo tipo con lo scopo di legare l'uomo alla donna e la donna a l'uomo, sono severamente vietate nelle terre della Repubblica di Firenze, sia per i fedeli che per i non fedeli.

III.4 - La Chiesa fa propria la missione d'aiutare i più miserabili. I suoi rappresentanti cerchino dunque di partecipare in maniera attiva alle azioni di carità coordinando, per quanto possibile, i loro sforzi con le autorità municipali e provinciali.

III.5 - La Chiesa fa propria la missione di educare il popolo ai giusti valori Aristotelici ed al rispetto delle istituzioni provinciali.

III.6 - I vescovi avranno completa autonomia e autorità nella nomina del clero delle loro diocesi, sacerdoti o laici, e nell'autorizzarli ad amministrare i sacramenti.

III.7 - La nomina e la rimozione di ogni Vescovo discende dalla volontà del relativo Arcivescovo. Ogni ecclesiastico non deve rendere conto a nessuno dei suoi atti spirituali tranne che al suo (Arci)Vescovo. A nessun chierico può essere chiesto di rivelare ciò che è venuto a conoscenza a seguito del sacramento della confessione.

III.8 L'Arcivescovo di Pisa nominerà un Decano Universitario, e costui ridistribuirà le ore concesse dal Rettore dell'università di Firenze, per lo studio delle lingue o della Via della Chiesa secondo le esigenze degli studenti della Repubblica di Firenze.
Il Decano Universitario sceglie gli inseganti e gli insegnamenti che questi terranno durante le le lezioni concesse dal Rettore dell'Università di Firenze.
Almeno sedici lezioni universitarie dell'Università della Repubblica di Firenze ogni mese saranno destinate allo studio delle lingue o della Via della Chiesa.
Viene concessa facoltà inoltre, previo accordo tra Rettore e Decano, di diminuire il numero di ore concesse alla facoltà di teologia, in casi di pericoli imminenti per la Repubblica fiorentina (stato di allarme per guerra) per l'intensificazione di materie militari.




Citazione:
IV - La Giustizia della Chiesa

IV.1 - Il Signore di Firenze si impegna a contrastare l'eterodossia ed ogni forma di reato nei confronti della Santa Chiesa Aristotelica Romana, laddove questa agisca in maniera non conforme al al Diritto Canonico od al suddetto Concordato di Firenze.
Per tale motivo s'instaura una collaborazione giudiziaria tra la Congregazione della Santissima Inquisizione e la Repubblica di Firenze.
Le sentenze dei tribunali religiosi saranno applicate In Gratebus dal Tribunale In Gratebus della Repubblica di Firenze.

IV.2 - I tribunali religiosi sono:

I Tribunali Episcopali.
I Tribunali Inquisitori.




La Repubblica di Firenze riconosce che i poteri e le prerogative della Santissima Inquisizione e dei Tribunali Episcopali sono quelli definiti nel Diritto Canonico della Santa Chiesa Aristotelica e Romana e dalla Carta dei Giudici.
Tutte le sentenze dei Tribunali religiosi dovranno attenersi alla Carta dei Giudici.

IV.3 - La Repubblia di Firenze riconosce i suddetti reati spirituali come Disturbo dell'Ordine Pubblico; come Tradimento; e come Alto Tradimento:


L'Eresia Intollerata: consiste nel pubblico rifiuto, in tutto o in parte, del Dogma Aristotelico, con le eccezioni dell'articolo I.3 e delle Eresie munite di Concordato con la Chiesa Aristotelica, con validità nella Repubblica di Firenze.
È un disturbo all'Ordine Pubblico.

L'Apostasia: consiste in uno o più atti di rigetto o rifiuto, da parte di un fedele battezzato o di un credente non-battezzato, della Fede in un Unico Dio, rivelato attraverso i Profeti Aristotele e Christos.
È un Alto Tradimento.

Lo Scisma: consiste in uno o più atti di rigetto o rifiuto, da parte di un fedele battezzato o di un credente non-battezzato, nei confronti dell'autorità Spirituale della Santa Chiesa Aristotelica Romana nel campo della somministrazione dei sacramenti e nella Dottrina Romana, riconosciuta dalla Santa Chiesa Aristotelica Romana e ratificata dalla Curia, dal Santo Ufficio o dal Cenacolo Episcopale Imperiale.
È un Tradimento.

La Stregoneria: consiste nell'apprendistato e/o la pratica di riti ed espedienti magici, innaturali e blasfemi. La levitazione, la lettura del pensiero, i sacrifizi di animali, i feticci blasfemi e quantaltro possa essere identificato dalla Santissima Inquisizione, dai Teologhi del Cenacolo di Roma e dai Vescovi del Cenacolo Imperiale come una forma di contratto con forze ultraterrene nemiche della Religione Aristotelica, tutto ciò è ulteriormente considerato come un potenziale atto di stregoneria.
È un disturbo all'Ordine Pubblico.

La Blasfemia: consiste nel disturbare veementemente l'officiarsi delle funzioni religise, o la somministrazione dei sacramenti.
È un disturbo all'Ordine Pubblico.

La Menzogna Blasfema: Consiste nel mentire o protrarre falsa testimonianza, o atti indegni ed indecorosi, a seguito di un giuramento, istituzionale o privato, in nome di Dio, dei Profeti, dei Santi, delle Sacre Scritture.
È un Alto Tradimento.

La Bestemmia: Consiste nell'offesa diretta a Dio, ai Profeti, ai i Santi alle Sacre Scritture. Consiste altresì nell'ingiuriare veementemente i membri della Chiesa Aristotelica nel compiersi della loro funzione spirituale.
È un Disturbo all'Ordine Pubblico.



Chiunque può accusare chiunque al Procuratore Ecclesiastico di una Diocesi nel territorio della Repubblica di Firenze per uno di questi reati.

Nessuna sentenza In Gratebus per questi reati sarà comprensiva di pena pecuniaria.

IV.4 - I giudizi della Chiesa in materia matrimoniale hanno effetto civile.

IV.5 - Qualora la sentenza sia contestata dall'autorità civile, verrà istituita una commissione composta dall'Arcivescovo di Firenze o di Pisa(a seconda del fatto che la contestazione avvenga nei confronti di una sentenza emanata all'interno di una o dell'altra Provincia Ecclesiastica), da un funzionario della Santissima Inquisizione, dal Signore della Repubblica, dal Giudice della Repubblica e da un membro della Nobilta' fiorentina scelto in una rosa di 3 candidati, non appartenenti alla medesima famiglia, presenti fisicamente sul territorio fiorentino, voluti dall'Arcivescovo di Firenze o Pisa e indicato dal Signore di Firenze. Ogni nobile potrà partecipare ad un massimo di 3 processi. Questa commissione esaminerà nuovamente il caso ed il suo verdetto, scaturito dai tre quinti dei membri, sarà insindacabile.
Si precisa che la richiesta potrà riguardare solo le pene fisiche in gratibus da infliggere all'imputato mentre per ricorsi alle pene spirituali si dovrà ricorrere alla sacra rota.



Citazione:
V - I Diritti e Doveri del Clero

V.1 - I Vescovi cittadini della Repubblica di Firenze potranno disporre di un qualsiasi corpo armato scelto, se e solo se ufficialmente riconosciuto dalla Congregazione delle Sante Armate, che non agirà mai contro gli interessi della Repubblica stessa e difenderà l'incolumità fisica e spirituale dei fedeli della Repubblica di Firenze.
La Guardia Episcopale e le Sante Armate sono regolate dalle norme dal Diritto Canonico e da un apposito Trattato con la Repubblica di Firenze.

V.2 - Il Signore di Firenze deciderà se concedere alle Sante Armate di costituirsi come Esercito IG.

V.3 - La Repubblica di Firenze aiuterà i chierici a divenire parroci IG mediante un prestito (non oltre i 1000 dct) su richiesta di un Arcivescovo o di un membro della Nunziatura Apostolica.

V.4 - I membri della Nunziatura Apostolica, quali Ambasciatori della Santa Sede, godono dell'immunità diplomatica. Per immunità diplomatica si intende una situazione giuridica soggettiva privilegiata riconosciuta e garantita a taluni soggetti, in considerazione della loro posizione e funzione istituzionale. Gli effetti delle immunità sono riconducibili alla non processabilità per tutti i reati esclusi i seguenti:


Frode

Brigantaggio

Compravendita di ingenti merci sul territorio della Repubblica senza previa autorizzazione

L’assalto ai municipi, l’assalto al castello della capitale, istigazione alla ribellione e tutti i reati che vengono a configurarsi come tradimento secondo l'ordinamento fiorentino

Per i quali potranno essere giudicati esclusivamente da un tribunale composto da un membro della Santissima Inquisizione, l'Arcivescovo di Pisa, Roma, Siena o Firenze (a seconda del fatto che il reato avvenga all'interno di una o dell'altra Provincia Ecclesiastica) ed il Giudice di Firenze.




V.5 - I rapporti tra la Repubblica di Firenze e l'Ufficio del Gran Cameriere saranno regolati da un apposito Trattato.



Firenze , 16 Giugno 1459

Per la Repubblica di Firenze:

Anna Beatrice Merisi
Signora di Firenze



Giovanni de Medici Ridolfi
Gran Ciambellano della Repubblica fiorentina



Per la Chiesa Secolare:

L'Arcivescovo Metropolita di Firenze
Sua Eccellenza Reverendissima
Bassiano Eliogabalo Emesio Borgia


L'Arcivescovo Metropolita di Pisa
Sua Eccellenza Reverendissima
Tacuma de' Giustiniani Borgia


L'Arcivescovo Metropolita di Siena
S.E.R.SSMA Astuzia


L'Arcivescovo Vicario di Roma




Per il Consiglio Superiore della Nunziatura Apostolica

Il Cardinale Vice Cancelliere della Nunziatura Apostolica
Sua Eminenza Tully Farnese



Il Protonotario Apostolico



L'Arcinunzio Apostolico Onorario
Sua Eminenza Reverendissima Raniero Borgia detto "Quarion"

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