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 La biblioteca degli Uffizi: Storia della Repubblica Fiorentina

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Lordtew

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MessaggioTitolo: La biblioteca degli Uffizi: Storia della Repubblica Fiorentina   18.10.09 2:08

La Storia della Repubblica Fiorentina: dalla sua nascita a oggi


Citazione :
-Bosio I 'Kleeotr' Sforza, Marchese di Bellagio e Conte di Monza.
Principe nel governo tecnico dal 14 aprile al 15 maggio 1456.




Il 17 di Aprile del 1456 nasce la Repubblica Fiorentina. Il governo tecnico, guidato dal principe Kleootr resse la Repubblica nei suoi primi quindici giorni di vita, traghettandola alle prime elezioni. Viene nominato Profeta primo Vescovo di Firenze.


Citazione :
-I legislatura: Francesco 'Kro' Foscari, Conte di Terranuova.
Principe eletto dal 16 maggio 1456 al 18 luglio 1456.




Si gettano le basi delle leggi. Iniziano le polemiche fra quelli che volevano mutuare il corpus legislativo da quello Milanese (ducato da cui molti provenivamo) e quelli che se ne erano andati da Milano proprio perchè non ne potevano più di quelle leggi. Viene approvata la Charta di San Miniato, un concordato fra Repubblica e Chiesa Aristotelica. Firenze diviene ufficialmente la prima Repubblica di ispirazione Aristotelica e la Charta di San Miniato verrà presa a modello dagli altri Stati per ufficializzare i loro rapporti con la Chesa.


Citazione :

-II legislatura: Bianca Maria 'Scilaii' Visconti, Contessa di Firenzuola e Baronessa di Montebicchieri,
Principessa eletta dal 19 luglio al 15 settembre 1456.




La cosidetta legislatura tirannica. A pochi giorni dall'elezione della Principessa, venne fuori in taverna la prova che la neoeletta principessa aveva avuto contatti e fatto accordi commerciali con il brigante VlaadIII. A quanto appariva dalle prove rese pubbliche, vi era stato passaggio di denaro attraverso scambio di secchi (tant'è che si diffusero modi di dire del tipo "farsi beccare con le mani nel secchio"; "essere come i secchi di Scilaii (per dire qualcosa di ingiustificatamente costoso, visto che il prezzo dei secchi era 48 ducati) eccetera eccetera). La principessa viene sfiduciata da tutto il consiglio (o quasi) e il Vescovo di Firenze Profeta si rifiuta di darle la benedizione prevista dalla Charta, a meno che non dimostri la sua innocenza o faccia ammenda. La Principessa non si dimise e questo causò da una parte la frattura con la Chiesa dall'altra la rottura con il Consiglio. Il Vescovo, appartenente alla famiglia Pucci Guerra di ispirazione Guelfa, fu accusato di voler appoggiare la sua famiglia da cui provenivano le maggiori critiche alla Principessa, che da parte sua tentò addirittura di spazzzare via la Charta. Alla fine, approfittando del ritiro spirituale del Vescovo di Firenze, ricevette una veloce benedizione dal Vescovo di Genova mentre in Consiglio il clima si faceva sempre più ardente. Un paio di consiglieri emigrano in Turchia (fra cui Niccolò Diego "Diego73" D'Altavilla, il capolista e fra i fondatori dei Ciompi, che da allora in poi sarà chiamato Diego il Turco), altri appartenenti al partito dei Ciompi si rifiutano di svolgere i loro compiti a quel prezzo (e il prezzo era la propria libertà). Fu tentata la cosiddetta "congiura dei Ciompi": Kleootr, Kro, Karima (il cosidetto KKK), Veronica "Lagrande" Foscari e la stessa Scilaii furono dichiarati dai Ciompi "Nemici Pubblici". Si iniziò a chiamare Scilaii "La signora del Male". Viste le molte critiche sollevate in taverna dalla Ciompa Illibit (non ancora Viscontessa), la Principessa pensò bene di farle dono di un quintale di pietra, procurandole il soprannome di Sua Sassosità. Fuoco e fiamme sia in consiglio che in taverna, con minacce e rancori di ogni genere, ma nonostante tutto vengono presentati i famosi libroni delle leggi che sono tutt'ora alla base della nostra legislatura. Nasce il principio per cui Firenze ha mercati ed economia liberali.



Citazione :
-III legislatura: Beatrice Giulia 'Baggy206' Borromeo, Contessa di San Giovanni, Principessa eletta dal 16 settembre al 13 novembre 1456.



Visto il passato Baggy si propone come principessa di pace e concordia, riallacciando i rapporti con la Chiesa e ristabilendo un clima sereno in Consiglio. Tuttavia gli attacchi sono molto forti in taverna: essendo la moglie di Diego il Turco, la accusano di essere manipolata da marito chiamandola "Principessa Marionetta". In realtà proprio i contrasti di quel periodo porteranno al divorzio fra i due e al divorzio di Diego stesso dal partito che aveva fondato. Il bandito Sciamano, all'epoca Senese, assale e affranca San Miniato. La città viene ripresa al termine della Legislatura. Dettaglio importante: i Foscari e i Colonna, i primi quasi tutti Senese, chiedono di potersi scontrare a duello in un nodo fiorentino (la lizza ancora non esisteva). La Principessa e il consiglio decidono di negare il permesso.

Citazione :


IV legislatura: Matteo 'Lordtew' della Gherardesca, Conte di Calci e Visconte di Vicopisano,
Principe eletto dal 14 novembre 1456 al 17 gennaio 1457.




Parte la caccia a Sciamano, che viene inseguito da un esercito comandato dal generale Matteo "Caleblost" Colonna fino a Santa Fiora, con tanto di permesso senese. I dissidi fra Foscari, che intanto costituivano la maggioranza del consiglio Senese, e Colonna si acuirono. Disobbedendo agli ordini il generale Caleblost assaltò e affrancò Santa Fiora. Il consiglio, all'oscuro di tutto, ricusò immediatamente quell'atto, tuttavia pare che alcuni consiglieri fossero a conoscenza del misfatto e in segreto l'avessero appoggiato.
Questa confusione provocò un disastro nelle truppe: i soldati non capivano più a chi essere fedeli. Una parte dei soldati passò con l'esercito senese per aiutare la riconquista della città, si trovarono a combattere fiorentini contro fiorentini. I rapporti con Siena peggiorarono rapidamente e si arrivò alla dichiarazione di guerra da parte di Firenze, firmata da tutti i consiglieri tranne uno.

Citazione :
Approfondimento: la guerra contro Siena
I dissidi fra Foscari, che intanto costituivano la maggioranza del consiglio Senese, e Colonna si acuirono. Disobbedendo agli ordini il generale Caleblost assaltò e affrancò Santa Fiora. Il consiglio, all'oscuro di tutto, ricusò immediatamente quell'atto, tuttavia pare che alcuni consiglieri fossero a conoscenza del misfatto e in segreto l'avessero appoggiato.

L'affrancamento di Santa Fiora avvenne il 25 novembre 1456.
Mentre Caleblost instaurava nella città una sorta di Repubblica popolare, i cittadini fiorentini che tornarono in patria vennero fatti concentrare a Volterra, dove il Capitano Gabriele 'Galandas' degli Ubertini costituì il secondo esercito ufficiale della Repubblica Fiorentina, che fu battezzato 'Legio Pacis' poiché all'epoca sembrava ancora che potesse rappresentare una forza di difesa, anziché di offesa.
Poi giunsero prove, al Consiglio di Firenze, che mostravano le relazioni che il brigante Sciamano aveva intrattenuto con gli allora consiglieri senesi, gli stessi che costrinsero il Principe in carica, Laeto d'Asburgo d'Argovia, a dimettersi e abbandonare la politica. Laeto, forte dell'amicizia personale con la precedente Signora di Firenze Beatrice "Baggy" Borromeo, s'era speso in prima persona per mantenere la concordia tra i due popoli, e l'abbandono da parte sua della carica non aiutò a trovare una soluzione positiva alla crisi diplomatica.

S'accrebbe vieppiù il clima di sospetto reciproco, accompagnato da nuove e più scottanti rivelazioni: tre eserciti senesi stazionavano a Grosseto, in vista del confine, e si parlava d'un prossimo attacco che avrebbe portato Piombino e Volterra ad essere annessi al vicino meridionale, a seguito d'una guerra d'aggressione.

Il rischio era troppo grande, ed il Principe Matteo 'Lordtew' della Gherardesca, dando fondo alla propria autorità e forzando la decisione del Consiglio di Firenze, ancora in parte titubante riguardo all'opportunità di una guerra, prese la decisione che la miglior difesa fosse l'attacco. Durante una drammatica riunione del Consiglio, nella tarda notte del 9 dicembre 1456, diede l'ordine al Capitano di muovere su Grosseto e presentò a Siena una formale dichiarazione di guerra.
Obiettivo della guerra era l'unione delle terre senesi a Firenze e la creazione di un unico Granducato di Toscana.

La mattina del 10 dicembre tutti i regni italici si svegliarono in subbuglio: la prima guerra italica era stata dichiarata. Molte parole furono spese su di essa, ma certo una cosa val la pena di ricordare: non fu una guerra sanguinosa. L'esercito fiorentino, rinunciando alla posizione di vantaggio acquisita attraverso una marcia notturna, retrocedette fino al nodo tra Piombino e Grosseto, permettendo a Siena di riacquistare la posizione di difesa e di combattere ad armi pari. E questo, a livello strettamente militare, si rivelò un errore perché diede agli avversari un vantaggio non indifferente.

Accordi erano stati definiti con gli altri stati Italici, affinché la prima guerra Toscana restasse un evento limitato ai soli contendenti a cui apparteneva. La diplomazia cominciò a muoversi, ma non raggiunse risultati sufficienti tanto che il conflitto durò più di un mese.

Molti volontari e ospiti si unirono alle armate fiorentine, che al momento, oltre a Legio Pacis, videro la creazione dell'esercito di Montepulciano guidato da Decio Colonna, Rettore di Firenze, armata cantata da bardi e poeti e che rispondeva al nome di Luna Sanguinis. Dall'Abruzzo giunsero Desteclaudio e Legio, con alcuni volontari stranieri, desiderosi di mettersi al servizio di chi non si curava delle belle parole e della moralità ma sapeva prendere decisioni dura ma doverose, quando si presentava l'occasione. Swantz Barbarigo, cittadino senese, abbandonò la propria patria e si mise al servizio della Repubblica fiorentina, ormai deluso e schifato dal comportamento dei regnanti senesi. Si trasferì a Piombino e ivi fondò l'esercito Quarantia, in cui confluirono molti dei soldati di Legio Pacis.

Due battaglie furono combattute. La prima, nella notte del 17 dicembre 1456, vide Legio Pacis respinta dalle forze senesi, con alcune perdite tra cui quella del Capitano Galandas; la seconda, nella notte del 9 gennaio 1457, fu una decisione dei Generali Swantz e Decio, trovandosi la Repubblica fiorentina in fase di passaggio tra due consigli. L'assalto combinato dei due eserciti costò la vita a molti cittadini fiorentini, ma rese pressoché inefficienti le difese senesi, tanto che l'esercito di Folgor, che proteggeva Grosseto, si ritrovò più che dimezzato dei suoi uomini.

Si trattava allora di scegliere se dare o meno il colpo di grazia alla traballante Repubblica senese, ormai prostrata dall'assedio e dalla morte di molti uomini. Ma l'elezione di Indil portò alla dichiarazione di una tregua, ed i vantaggi guadagnati andarono perduti.
La guerra si concluse ufficialmente il 25 gennaio 1457, con la firma d'un asettico trattato di Pace che non cambiava quanto avvenuto né risolveva i conflitti ed i sospetti che ancora restavano tra le due Repubbliche Toscane.

Citazione :


V Legislatura : Indil,Principessa eletta dal 18 gennaio, dimissionaria il 2 febbraio 1457.



Luca 'Osvaldo' Pitti della Groana,Principe eletto dal 7 febbraio al 15 marzo 1457.



Ci si affretta a firmare una pace con Siena per rompere in modo netto con il passato, portando alla firma una non meglio definita "tregua unilaterale" in cui l'unico lato a firmare la tregua doveva essere Firenze. La fretta è spesso cattiva consigliera così il trattato proposto dalla neo principessa viene aspramente criticato dal Consiglio che la chiamò "Principessa Unilaterale" o anche "Principessa de' 30 denari" per aver venuto Firenze. Scoppia un caos in Taverna Fiorentina e la Principessa cade in un lungo silenzio, stanca dei continui attacchi e delle varie polemiche. Forse mal consigliata, la Principessa emena un decreto che abroga il diritto di chiedere la sfiducia da parte dei Consiglieri, per timore di essere deposta. Questo atto viene visto come plateale tirannia e dopo una sfiducia appoggiata da quasi tutti i Consiglieri, la principessa si dimette. Nel frattempo nasce Venezia e tutti i Foscari, che costituivano quasi la totalità del consiglio senese, più molti fiorentini si trasferiscono. Venezia diede anche l'occasione a Diego il Turco di rientrare in Italia. Viene eletto il ciompo Osvaldo, che sembra far tornare la serenità a Firenze, riportando il prestigio alle 5 stelle. Il Consiglio approva un'importante legge che impone la cattura di un brigante come condizione necessaria per aprirne il processo: questa legge, rivoluzionaria per tutti i regni italici, dona prestigio ed importanza a Firenze. Contestualmente viene aperta la Consulta dei Nobili, La Banca Mercantile Fiorentina, la Banca centrale e vengono regolamentate le compagnie mercantili.
Viene infine firmata la pace con Siena, che tuttavia non risolve le ragioni del conflitto, ma riporta la situazione a prima della guerra.

Citazione :

VI legislatura: Massimo Antonio 'Maxpower75' Colonna,Principe eletto dal 16 marzo 1457, dimissionario il 16 aprile 1457



Amina 'Amyamy' Pucci Guerra, Baronessa di Massarosa, Contessa dell'Isola del Giglio Principessa eletta dal 18 aprile 1457 al 14 maggio 1457




Alle nuove elezioni i Ciompi ottenero la maggioranza, tuttavia si venne a creare un'altra maggioranza trasversale ai partiti, in quanto gran parte dei consiglieri appartenevano alla famiglia Colonna.
Fu eletto principe Maxpower75 Colonna, della lega ghibellina, nata da una scissione dai Ciompi, preferito a Carmine il Magnifico, anch'egli Colonna, perchè appoggiato anche dai Democratici (capeggiati da Dragonauta, Colonna anche lui).
Alle elezioni aveva ottenuto un seggio' anche il partito Amesha, con Caleblost Colonna capolista, mentre uno lo ottenne anche un partito denominato BIC (Borghesi Intraprendenti Carismatici) formato da molti pregiudicati per reati di natura commerciale e personaggi la cui fama di certo non poteva non lasciare interdetti.
Durante il mandato,scoppia la polemica tra la viscontessa Illibit e la famiglia Colonna per degli screzi personali
Contemporaneamente Caleblost assicuro' solidarieta' agli spagnoli, accusando gli abruzzesi di razzismo,e fu un caso perche' lui in quel frangente era un consigliere. Poco dopo Caleblost si dimise, facendosi eleggere poi Sindaco di Firenze, senza mai sciogliere l'esercito Amesha, che fra mille polemiche era comunque stato autorizzato dalla Repubblica. In quella stessa occasione gran parte della famiglia Colonna si radunò nella capitale, approfittando del matrimonio fra Caleb e Enrica Chikka Della Groana, una splendida donna senese che il generale aveva conosciuto durante l'assedio di Santa Fiora e aveva portato con sè a Firenze.

A meno di metà legislatura il principe Maxpower75 si dimise e si lascio' morire a causa di dissidi familiari.
Venne eletta tra mille polemiche a principessa Amina " Amyamy" Pucci Guerra, che era piuttosto invisa al ramo politico degli Amesha, al ramo polemico dei Colonna e al partito BIC.

La notte stessa dell'elezione della nuova principessa, il 19 aprile del 1456, Caleblost, appoggiato da due consiglieri che mal sopportavano la neo principessa, affrancò Firenze, la città di cui lui stesso era già sindaco eletto. Senza bisogno di nessun assalto, quindi, egli riuscì a rendere città franca la Capitale, escludendo qualsiasi possibilità di difesa da parte del Consiglio. In accordo con il Ministro del Commercio Cosansò e con il consigliere Anelso, capolista dei BIC, Caleblost si fece passare ogni merce della Repubblica e oltre 20.000 ducati (acquistando per conto della Repubblica ogni merce presente sul mercato di Firenze) attraverso un mandato fatto ad Elisa1975, sua complice. Gli Amesha rivoltosi ed i Colonna rivoltosi (da distinguere da altri,che pur essendo Colonna o Amesha, o entrambi, rimasero fedeli alla repubblica) convogliarono a Firenze e entrarono nell'esercito. In Consiglio vi furono, ovviamente, valanghe di dimissioni da parte dei Colonna e non solo.
Caleblost si eresse a rivoluzionario e tentò di sollevare il popolo, mostrando fantomatici mandati in cui il il Barone Galandas, ministro del commercio nella precedente legislatura, si sarebbe appropriato di denaro pubblico sfruttando una speculazione sulla lana.
Il chiaro intento di quella manovra fu quello di sfruttare il proprio carisma e l'indignazione per unire sotto il suo comando le masse desiderose di una rivoluzione.
Purtroppo per lui, cio' non sorti' l'effetto sperato, e Firenze si strinse attorno alla Principessa e al Consiglio. Subito 2 grandissimi eserciti, comandati dai generali Antonidas e Anubi, accerchiarono Firenze e altri tre li raggiunsero a breve. Le sorti del traditore erano segnate, tuttavia i consiglieri traditori, espulsi dal consiglio nel momento del loro tradimento, furono riammessi di forza nelle sale del consiglio e poterono accedere a tutta la documentazione ivi contenuta. Non appena poterono venire a conoscenza delle manovre di contrattacco e dell'entità delle forze pronte a contrastarli, avvisarono il loro capo Caleblost che decise per la ritirata e l'esilio in Irlanda, insieme a gran parte della famiglia Colonna. Ma per fare ciò egli dovette lasciare l'intero bottino a chi dei suoi aveva deciso di restare a Firenze. Lasciò 1500 ducati e la pietra sottratta alla Repubblica ad Elisa1975: non si conosce che fine fecero le altre merci. Anelso si vantò spesso di averne e la sua enorme ricchezza in quel periodo sembrerebbe la riprova di ciò, ma non vi furono mai prove concrete di questa appropriazione.
Dopo la fuga cominciarono i processi e le trattative con i traditori per ottenere le merci presenti nei loro mandati, tuttavia, a parte la pietra (forse anche per via di un accordo internazionale che ne bloccava la vendita all'estero) e i 1500 ducati nel mandato di Elisa1975, le merci e il grosso del denaro non furono mai recuperate.
Per la prima volta nella storia di Firenze vennero eseguite delle condanne a morte per alto tradimento: Anelso, Cosansò ed Elisa1975 furono giustiziati. Chikka, che si era consegnata al maresciallo Yamasan, ebbe salva la vita. In un primo momento anche Elisa1975 aveva espresso l'intenzione di arrendersi, tuttavia imperterrita si rifiutava di consegnare il mandato con le merci che le erano state affidate da Caleblost e così non fu perdonata.
Nel frattempo per fugare ogni dubbio venne istituita una commissione d'inchiesta sulla Borsa mercantile per indagare sulle prove che Caleblost aveva addotto, che pero' non venne a capo di niente.
Il 25 Aprile Firenze tornò Fiorentina: la festa fu grande e il 25 aprile venne proclamato festa della Repubblica. L'inventario della Repubblica era vuoto e la cassa aveva un rosso di circa 23.000 ducati. Ogni fiorentino si adoperò per la ricostruzione, in Consiglio, ridottissimo di numero per via delle molte defezioni, si misero da parte opposizioni e rancori e si lavorò insieme giorno e notte, molti militari rinunciarono al loro stipendio, sindaci e singoli cittadini fecero donazioni alla Repubblica. Alla fine del mandato, il 14 maggio, in cassa vi erano 800 ducati e diverse merci animavano l'inventario. Firenze aveva vinto. Il 28 maggio, solo tre giorni dopo la ripresa di Firenze, Sciamano alzò esercito non autorizzato a Volterra: partì la sua nuova avventura con la carovana della liberta' una sfida alla legge sugli eserciti di Firenze. Appena lasciata Volterra, l'esercito illegale di Sciamano fu sconfitto dall'esercito fiorentino comandato dal Capitano Anubi. Sciamano e tre dei suoi rimasero uccisi nell scontro. Partirono diversi processi, alcuni dei quali tuttavia presentavano alcune falle, al punto che le sentenze furono annullate dal CAI.

Citazione :

VII legislatura: Ottone degli Upezzinghi da Calcinaia, Barone di Nozzano, Principe eletto dal 15 maggio 1457



Francesca 'Haramis72' Pitti de Medici,
Principessa eletto dall'8 giugno 1457 al 16 luglio 1457




Nel maggio del 1457 venne nominato principe Ottone_da_calcinaia membro del partito dei ghibellini.
Fu una scelta dettata dal bisogno di avere un principe che garantisse un distacco dai punti di vista estremi presenti in consiglio,in modo da riuscire a lavorare tutti insieme alla ricostruzione che l'affrancatura di Firenze imponeva.
L'avventura di Ottone a principe ebbe breve durata,e dopo poche settimane si dimise per motivi personali.
Sali' a Palazzo Vecchio Haramis72,dei ciompi fiorentini,partito che ottenne la maggioranza relativa alle elezioni.
quella la ricordo come la legislatura in cui l'aspetto politico prevalse sugli accadimenti clamorosi.
In quel periodo scoppio' anche la guerra tra la coalizione Genova\Milano e Modena,a cui in seguito si aggiunse Venezia
Firenze rimase neutrale a questo conflitto,dovendo risolvere problemi economici interni che l'azione di Caleblost lascio' in eredita' (Kostantinos potrebbe illustrare la guerra Modena vs Alleati meglio di chiunque altro qui a Firenze).
Sul fronte politico interno,ci furono forti pressioni per l'applicazione del salario minimo.
Tra i principali meriti della principessa Haramis72 ,oltre al risanamento dell'economia,ci fu anche una svolta all'insegna della trasparenza e della comunicazione,e un maggior impiego della camera atti di chiunque,e un bollettino bisettimanale che illustrava le iniziative del consiglio.

Si ringraziano: Lordtew (autore anche dei ritratti); Amyamy (autrice della maggior parte dei testi); Ranespa; Cosansò; Haramis72; Caleblost; Nobledupont; Sirstefan; Chikka; Desteclaudio; Kostantinos; Osvaldo; Celt e Scimitarra, ispiratrice dell'opera.
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